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Intervento del Sindaco sul bilancio di previsione 2010. - 28 gennaio 2010
Consiglieri comunali,
 
sottoponiamo all’approvazione il bilancio previsionale 2010 e pluriennale 2010-2012. Un lavoro complesso: si è agito puntando ad evitare appesantimenti di difficile sostenibilità finanziaria, ma con lo sguardo attento ad evitare il depauperamento dei servizi e l’arretramento sul piano degli investimenti nei diversi settori.
Riteniamo che tale sforzo risulti percepibile e che le motivazioni di base risultino condivisibili: mai come in questo momento un bilancio comunale di ordinaria amministrazione risulterebbe controproducente per la continuità dell’azione amministrativa a livello locale.
Permane il quadro di riferimento prospettatosi nel 2009: una situazione ancora difficile sul piano socio-economico, scarsamente decifrabili gli scenari relativi alle riforme in materia di finanza pubblica e di riordinamento delle autonomie locali.
Le difficoltà economico finanziarie hanno generato macroscopiche rigidità per i bilanci pubblici, ai diversi livelli: ciò rende evidentemente difficile l’azione diretta a salvaguardare un sistema coordinato di azioni ed interventi pubblici di grande ricaduta sul cittadino.
E’ nota l’ampia discussione che ha accompagnato il varo della legge finanziaria regionale, in relazione alla riduzione di gettito proveniente dalle entrate tributarie proprie e dalla partecipazione al gettito erariale. La battuta di arresto nei trasferimenti ai Comuni è pesante, al di là del fatto che in attesa del compimento del federalismo fiscale, resta preclusa la possibilità di modulazione delle entrate tributarie proprie dei Comuni stessi.
Nel 2010 non ci sarà assestamento negativo da parte della Regione in sede di accertamento definitivo delle entrate 2009: è una mediazione importante portata avanti da ANCI e Consiglio delle Autonomie locali, in relazione alla particolare difficoltà del momento. Rimane ovviamente la preoccupazione per il ridimensionamento dei trasferimenti ordinari a favore dei Comuni: il dato complessivo è di 37 Meuro in meno del 2009, con la possibilità di un assestamento negativo nel 2011.
Il bilancio che affrontiamo apre la strada all’ultima fase del mandato amministrativo. Sono ormai avviate più che concretamente le progettazioni “cardine”: si presenta di fronte a noi un anno abbondante di lavoro che crediamo debba essere utilizzato per quello che è, ossia un tempo sufficientemente congruo per dare completezza ad un quadro programmatico che non abbiamo mai nascosto come ambizioso, ma che abbiamo sempre portato avanti convinti che potesse rappresentare una strada giusta per la nostra comunità.
Il metodo di lavoro adottato dalla Giunta nella redazione del bilancio ha privilegiato la riproduzione del dato di spesa relativo all’ultima previsione assestata: una scelta di continuità con il lavoro già svolto in passato dagli uffici nella ricognizione dei centri di costo.
Se questo è stato il metodo non si poteva omettere di considerare la previsione relativa alle entrate di bilancio: minori entrate ai primi tre titoli della parte prima del bilancio pari a circa 120.000 euro.
I trasferimenti correnti della Regione nella previsione che sottoponiamo al Consiglio sono stati quotati in 940.000 euro: l’importo è allineato con il dato iniziale del bilancio di previsione 2009, al di sotto del dato consuntivo 2008 (-50.000 euro) e in netta controtendenza rispetto al cospicuo assestamento positivo registrato a fine 2009 (-120.000 euro).
Non è questa la sede per formulare valutazioni, né si vuole sminuire la difficoltà di approvazione della finanziaria regionale. In questa sede deve però essere affermato che un bilancio comunale deve poter ambire ad essere strumento di sviluppo territoriale, così come deve essere affermato che la sussidiarietà assume forza in misura del trasferimento di risorse adeguate ai Comuni. Sotto questo aspetto la partecipazione dei Comuni attraverso le loro forme di rappresentanza al percorso di avvicinamento al federalismo fiscale e alla riforma delle Autonomie locali sarà evidentemente determinante.
In linea con le previsioni normative, le entrate tributarie mantengono i livelli di prelievo già consolidati e risalenti all’anno 2007 (addizionale comunale all’IRPEF, ICI ordinaria e aree fabbricabili).
Il prelievo derivante da tributi locali si accompagna ad uno sforzo di perequazione verso le fasce reddituali più svantaggiate. Dopo una prima fase di sperimentazione si propone di aumentare a 10.000 euro di reddito imponibile la soglia di esenzione dall’addizionale IRPEF. Viene inoltre mantenuto il Fondo comunale per lo sgravio del tributo TARSU a beneficio delle fasce ISEE più svantaggiate.
Si sottolinea che il gettito da ICI ordinaria (insediamenti produttivi e aree fabbricabili) è in tenuta: per il bilancio  costituisce quello che potremmo definire il primo pilastro delle entrate proprie dell’Ente, ed è del tutto evidente la sua importanza anche in prospettiva dello sviluppo economico avviato con le recenti varianti urbanistiche. Per contro si annota che il gettito derivante da accertamento sui contribuenti è ormai stabilizzato su livelli fisiologici; il credito verso lo Stato per l’azzeramento del <tributo ICI prima casa> resta cristallizzato su un valore corrispondente alla minore entrata comunale certificata nel 2008, senza considerare le aleatorietà relative all’entità e tempistica dell’entrata.
Gli oneri di urbanizzazione (50.000 euro) rispecchiano il dato di previsione dell’anno precedente e si mantengono inferiori di circa il 40% rispetto al consuntivo 2008, evidente indicatore del rallentamento dell’attività edilizia residenziale.
Ormai stabilizzato il dato relativo ai trasferimenti per il comparto unico, le spese relative al personale si posizionano su circa 910.000,00 euro, compreso il costo della Segreteria e degli amministratori, inclusi gli oneri tributari IRAP, IRPEF e assicurativi, previdenziali, assistenziali: una precisa condizione congiunturale del nostro apparato amministrativo consente nell’anno 2010 di liberare risorse di una certa significatività.
Si è infatti deciso di non procedere al turn-over di personale ausiliario addetto ai servizi di pulizia: ciò determina un riflesso positivo, unitamente al nuovo assetto del ruolo di Segretario comunale in convenzione con Cormòns (- 50.000 euro). E’ da ritenere che tale congiuntura, al momento funzionalmente sostenibile, non costituisca una condizione definitiva per il nostro Comune, ma è anche da ritenere che ipotesi di turn-over debbano essere lasciate ad una valutazione complessiva relativa alle necessità della struttura comunale, da pianificare nel tempo, compatibilmente con i vincoli derivanti dalle norme di finanza pubblica.
Per doverosa completezza si annota, infine, la dinamica degli interessi per contrazione mutui: il ricorso all’indebitamento si contrae significativamente nell’esercizio corrente, venendo utilizzato quale quota integrativa di risorse messe a disposizione da parte della Regione in conto capitale. Nella spesa corrente è peraltro leggibile una significativa accentuazione della spesa per interessi legata ad importanti scelte di investimento, notoriamente supportata da congrue contribuzioni compensative regionali pluriennali (Casa Pasiani e Centro diurno).
La Giunta comunale ha ravvisato la necessità di procedere ad un aumento del prelievo TARSU – cd tassa rifiuti, conun adeguamento medio del 7,5%.
Il gettito totale previsto, pari a 345.000 euro consente di consolidare il livello di copertura a circa il 73% del “fabbisogno di gestione”, determinato detraendo il contributo Consorzio Nazionale Imballaggi - CONAI dal “costo operativo di gestione”. La percentuale tendenziale di copertura raggiunge evidentemente livelli più alti (circa 85%) se si considerano anche ulteriori prelievi collaterali di natura transitoria (quota addizionale-ex ECA).
Riflessioni al riguardo sono doverose. E’ risaputo che la voce principale del costo operativo di gestione per il servizio rifiuti è rappresentata dal servizio IRIS spa: per l’anno 2010 le previsioni di spesa sono in linea con il dato 2009, esprimendo dunque un trend confermativo della attendibilità dei diversi costi industriali (raccolta, smaltimento, selezione, compostaggio ecc.). Tale affermazione è rassicurante ma non è di per sè esaustiva se si considera che il valore della “bolletta IRIS” è pari a 425.000 euro.
Il peso specifico risente delle scelte effettuate verso la differenziata spinta: il servizio porta a porta coniuga efficacia a significatività dei costi, specie in relazione al costo fisso della raccolta. Tale argomentazione, se vogliamo, non costituisce a sua volta espressione esauriente e ulteriori considerazioni aggiuntive vanno formulate.
Nel corso del 2010 l’autonomia operativa di IRIS si è incrementata. Il nuovo impianto ha assunto le funzioni di piattaforma CONAI, generando benefici indotti dalla raccolta differenziata che vengono incamerati dai Comuni, a parziale copertura del costo di gestione. Resta aperta la questione di un pieno sfruttamento delle potenzialità dell’impianto di selezione che non opera ancora a pieno regime, anche se ha avviato anche la lavorazione di partite di rifiuti provenienti da fuori Provincia: questa è una giusta prospettiva, anche se ritengo che la ottimale sostenibilità industriale deve essere ricercata nella funzione di impianto di bacino regionale, all’interno del nuovo piano di gestione rifiuti.
Procede infine il percorso avviato dai soci per la cessione del ramo energia di IRIS spa: un’operazione assolutamente strategica, che si colloca su un percorso intersecato con la definitiva riorganizzazione del settore ambiente e dei suoi costi generali, negativamente condizionanti il risultato di gestione.
La progressiva chiusura del differenziale tra costi sostenuti dal Comune ed entrata da tassa rifiuti-TARSU, costituisce scelta prudenziale: guardiamo infatti al più o meno imminente passaggio per legge al sistema tariffario (100% dei costi a carico del cittadino). Da altro lato e per quanto su esposto è del tutto evidente la necessità di operare per dare attuazione fino in fondo alle azioni dirette ad un pieno efficientamento della Società Ambiente e ad una ancora maggiore concorrenzialità dei costi con il mercato.
A livello comunale il risultato tendenziale conseguito a tutto settembre 2009 si attesta su una percentuale vicina al 66% di raccolta differenziata: è un buon dato.
Le previsioni di bilancio comunale non mancano di intervenire nel settore, in linea con la necessità di affiancare richieste di maggiore compartecipazione del cittadino con una crescente organizzazione del servizio: il piano annuale degli investimenti inquadra la soluzione finale relativa al nuovo sito per la cd ecopiazzola, di scala sovracomunale e ormai in corso di progettazione. Dovrà essere un servizio iso-costo.
Le tariffe per i servizi a domanda individuale non hanno subito variazioni di rilievo.
Nessuna variazione per i Centri estivi e per i servizi di trasporto scolastico: quest’ultimo è in proporzione un servizio decisamente oneroso, per incidenza del costo del personale e del mezzo. Soluzioni come quella sollecitata relativa al “piedibus” sono stimolanti sotto il profilo del senso civico, ma siamo tutti consapevoli che difficilmente possono sostituire il trasporto con scuolabus. L’esternalizzazione potrebbe essere un’opzione da valutare nei prossimi anni, ma con attenzione alla affidabilità di un servizio la cui complessità trascende ordinari parametri di efficacia ed efficienza.
La tariffazione del servizio mensa è ricalibrata dai precedenti 2,10 euro/pasto agli attuali 2,45 euro/pasto, mantenendo peraltro invariata la quota fissa. Indicizzazione delle tariffe per la palestra di Via Atleti Azzurri, venendo confermata l’articolazione vigente.
I servizi cimiteriali sono stati oggetto del recente riaffidamento dell’incarico dopo la conclusione della prima fase di sperimentazione della esternalizzazione. Le tariffe approvate dalla Giunta tengono conto del nuovo capitolato, puntando a garantire una copertura parziale del costo a carico del cittadino: gli aumenti sulle prestazioni più frequenti si attestano tra il 20 e il 25%. Invariate le tariffe per la concessione dei fondi cimiteriali.
Nel settore socio-assistenziale nel 2009 si è introdotta la modulazione tariffaria su base ISEE per l’accesso ai servizi SAD e “pasti”: sarà mantenuta l’impostazione data, integrando le fasce ISEE già predeterminate per le fasce più deboli, con ulteriori scaglioni aggiuntivi, così da arrivare ad una potenziale contribuzione al 100% del costo del servizio per gli utenti in fascia reddituale elevata (per il Servizio SAD 100% con ISEE oltre 21.000 euro/anno; oltre 15.000 per il Servizio pasti).
La spesa. Le risorse destinate dal bilancio nella parte corrente per l’erogazione dei servizi al cittadino o alla gestione del territorio registrano una percepibile tenuta, secondo le indicazioni espresse in premessa e secondo quanto di seguito illustrato con sommario richiamo ai diversi Assessorati.
L’Assessorato alle politiche sociali attiva voci di spesa pari a circa 450.000 euro, includendo anche le rette versate dalle famiglie e le poste a destinazione vincolata trasferite dalla Regione.
Il dato si disaggrega in indicatori interessanti se consideriamo che circa il 45% della spesa è rivolto a destinazioni che, seppure eterogenee, sono comunque definibili risposte a “domanda di accoglienza in strutture”: è il caso dell’asilo nido, dei centri diurni CISI, delle accoglienze nelle diverse case di riposo, del caso isolato di accoglienza di giovane madre straniera. Un dato, questo, che il bilancio pluriennale legge in crescita prevedendo la progressiva attivazione del centro diurno in via di realizzazione: dovranno essere individuate definitivamente le soluzioni praticabili per la gestione, con la constatazione che pare ancora senza risposte la auspicata istituzione di un ammortizzatore regionale per le rette di accesso a strutture semiresidenziali di questo tipo.
E’ valutabile nel 42% della spesa per il sociale l’incidenza dei costi tracciati dal bilancio per l’accesso a servizi alla persona, quali il SAD e i pasti a domicilio, la quota per il funzionamento del Segretariato sociale, oltre ai diversi strumenti per il sostegno finanziario alle famiglie: sussidi economici, fondo sussidiarietà, contributo canoni di locazione e assegni di natalità. Ulteriori strumenti agevolativi di natura economica e assistenziale riferibili ai fondi povertà, fondo autonomia possibile e ai diversi “bonus famiglia” per i costi domestici transitano attraverso gli uffici comunali, anche con lo svolgimento di un prezioso quanto impegnativo compito di sportello.
Il dato d’insieme evidenzia un sistema che “regge” rispetto all’evolversi delle dinamiche e dei bisogni: è buona la percezione da parte dei cittadini delle possibilità di accesso ai servizi, l’accesso agli uffici e le prese in carico sono frequenti, non manca una discreta interlocuzione tra gli attori istituzionali socio-sanitari.
Deve peraltro essere detto che per la risposta alla dimensione del “disagio economico” è evidente una difficoltà a garantire risposte risolutive. Parimenti è difficile ottenere risposte risolutive per la domanda di gran lunga più importante legata ai servizi assistenziali, al di là di quelle che sono le potenzialità di supporto delle diverse forme di volontariato: operare sulla (importante) dimensione dell’assistenza domiciliare e del contrasto alla istituzionalizzazione non esaurisce infatti il tema della capacità di “presa in carico”, specie per i casi di non autosufficienza e per i casi di disagio familiare.
In prospettiva le azioni da sostenere all’interno del SSC restano legate alla necessità di riavviare il completamento della pianta organica aggiuntiva: il passaggio è obbligato a mio giudizio, per ampliare la capacità di integrazione con i servizi sanitari, nonché la capacità di ascolto e di relazione con l’utenza, oltretutto uniformando gli standard operatore/cittadino tipici di altri territori regionali.
Un confronto appare importante per le possibili formule di integrazione delle strutture di accoglienza (case di riposo per la dimensione “auto” e soprattutto “non-auto”, oltre alla residenzialità diurna): l’obiettivo punta a risolvere la disponibilità di posti a livello locale per la non autosufficienza, oltre al rafforzamento della possibilità di accesso attraverso canali univoci (cd “punto unico di accesso”).
Viene al momento accantonata (a livello di bilancio e non certo di ricerca di interlocuzione) la previsione relativa all’ambulatorio infermieristico: le accelerazioni in termini di razionalizzazione della spesa sanitaria a livello di ASL non hanno favorito il proseguimento della proficua interlocuzione avviata a suo tempo.
Le spese di funzionamento degli edifici scolastici (riscaldamento, energia elettrica ecc.) e l’erogazione di servizi accessori, quali la mensa e il trasporto scolastico, incidono per oltre 250.000 euro nella spesa corrente.
Ciò nonostante la fragilità del settore scolastico, a Romans d’Isonzo come altrove, resta percepibile. Sono problemi basilari la ristrettezza assoluta delle risorse a disposizione degli Istituti scolastici da dedicare al sostegno del progetto educativo e delle attività curricolari, oltre alla mancanza di scelte di fondo ai livelli nazionale o regionale per il rilancio dell’edilizia scolastica, fornendo risposte a ciò che evidentemente è necessario e non è risolvibile attraverso i bilanci comunali.
Nel corso del 2010 sarà appaltato il lotto conclusivo di adeguamento della scuola primaria, sostenuto da un contributo provinciale su quota parte della spesa; sarà inoltre proseguito lo stanziamento assicurato negli anni per la sostituzione e miglioramento di arredi scolastici. Il budget destinato al sostegno del progetto educativo viene consolidato: in controtendenza rispetto alla difficoltà del momento metteremo a disposizione risorse aggiuntive, consentendo la continuità dello sportello genitori.
La programmazione dell’Assessorato alla cultura potrà avvalersi del budget di competenza, pari a circa 20.000 euro di risorse di bilancio, che si suddividono equamente tra sostegno all’allestimento delle Fiera Mercato e alle iniziative culturali di programmazione annuale.
Una scelta precisa, che deve essere letta contestualmente all’azione dell’ Assessorato alle Politiche giovanili che mantiene a sua volta il proprio budget (c.ca 11.000 euro), così come sono confermate le risorse per il funzionamento della biblioteca, oltre ai contributi per le associazioni culturali (12.000 euro).Un’azione cheattraverso il Servizio comunale preposto movimenta un giro di attività pari ad oltre 100.000 euro/anno: evidentemente una cifra molto più grande dei fondi provenienti dal bilancio comunale, comprendente anche quote di contribuzione delle famiglie nelle diverse attività e compartecipazione di altri Comuni per le numerose iniziative di area sovracomunale. E’ lo specchio di un ruolo sinergico nelle intenzioni e nei fatti, che il Comune intende continuare a svolgere nell’animazione del paese, nella sua valorizzazione, nella promozione culturale e nella creazione di un rapporto stabile e aggregante tra famiglie, istituzione, associazioni e scuole.
Un inciso deve essere effettuato rispetto all’impegno rivolto allo spazio espositivo: nel 2010 si darà concretezza alle possibilità derivanti da un composito paniere di risorse in conto capitale pari a 26.000 euro, provenienti da fonti diverse. Ciò rende tangibile l’obiettivo di dare continuità allo spazio espositivo, attraverso un restyling tematico a tema le “dame longobarde”: su questo non può mancare una riflessione che è ad un tempo di soddisfazione per la tenacia ripagata, ma è soprattutto di amarezza per quella che all’atto pratico continua ad essere una risorsa che non incontra una auspicabilmente incisiva attenzione a livello regionale. Ricordo che se da un lato il Comune si è attivato nella ricerca di una sistemazione importante negli spazi di Casa Pasiani, ottenendo anche significativi contributi regionali, la valorizzazione della necropoli longobarda non può prescindere dal riconoscimento della necessità di stabilizzare un flusso minimo di risorse, capaci di sostenerne la conoscenza e la promozione. I pesanti tagli al settore culturale non incoraggiano peraltro ad ipotizzare inversioni di tendenza.
Le attività associative mantengono l’assegnazione consolidata di risorse finanziarie, pari a complessivi 22.000 euro, per due terzi orientati ai settori della cultura e del volontariato. Le associazioni sportive che hanno assunto la gestione diretta di impianti comunali mantengono a loro volta i budget consolidati: una cifra significativa, pari a oltre 70.000 euro, determinata in base agli indicatori storici delle spese relative a utenze e ad altre spese di funzionamento.
La conduzione degli impianti da parte de vari sodalizi è buona, caratterizzata da attenzione e responsabilità di ruoli. Al di là di questo l’attività svolta è il vero valore aggiunto, con il coinvolgimento di giovani e di famiglie, supportato dall’impegno delle persone che, dall’interno delle associazioni, svolgono un’attività volontaria che esula da scopi di lucro e si confronta con oggettive difficoltà di reperimento di risorse per il funzionamento.
Le diverse aree operative gestiscono all’interno del bilancio circa 830.000 euro destinati al funzionamento della macchina comunale e pertanto alla acquisizione di beni, materiali e servizi necessari per lo svolgimento delle attività amministrative e tecnico manutentive sul territorio urbano.
Di questo importo una quota compresa tra il 60 e il 70% del budget è in effetti dedicato ad esternalizzazioni, quali il servizio rifiuti, la pubblica illuminazione, i servizi cimiteriali, disinfestazione, antincendio, fino ad arrivare alla bolletta energetica degli edifici e degli impianti tecnologici comunali.
Fatto salvo quanto già detto rispetto al servizio rifiuti, alcuni margini di razionalizzazione della spesa possono essere verosimilmente ancora individuati.
Riguardo alla bolletta energetica il primo impianto fotovoltaico comunale è stato installato nel novembre 2009. Seguiranno si ritiene entro il 2010 gli impianti posizionati su municipio e scuola elementare: è da ritenere che tale azione non debba arrestarsi. Valutazioni in merito potranno essere effettuate in concreto già a partire dal piano energetico commissionato dall’ASTER, così come è da ritenere che il piano di potenziamento dell’informatizzazione finanziato attraverso l’ASTER possa determinare un salto di qualità rispetto ai costi delle utenze telefoniche, sicuramente migliorabili con la tecnologia VOIP. Il rinnovamento del parco automezzi costituisce ulteriore linea di intervento.
Le risorse destinate alla viabilità vengono mantenute su livelli idonei a garantire l’ordinarietà del fabbisogno: per i citati motivi di disponibilità finanziaria si é ritenuto di affrontare una scelta di priorità. Si è ritenuto pertanto che l’azione svolta nell’ultimo triennio abbia dato risultati più che significativi in termini di riasfaltature stradali (una lunga lista di interventi), prevedendo a questo punto un rallentamento dell’azione fatat salva la manutenzione ordinaria. L’attenzione dell’Assessorato sarà mantenuta rispetto al monitoraggio del traffico, così come sarà portata avanti l’interlocuzione con FVG Strade rispetto all’esito del monitoraggio acustico nella frazione di Versa, ad oggi non restituito nei contenuti e nelle valutazioni.
L’azione in materia urbanistica ha esaurito l’impegno programmatico cardine con la definitiva approvazione delle varianti 31 e 32 rispetto alle quali siamo in attesa dell’espressione regionale per il definitivo superamento delle riserve. Nell’ultimo scorcio di mandato sarà affrontata una variante urbanistica conclusiva, definibile di carattere tecnico rispetto al PRGC vigente, che in prospettiva di medio termine dovrà più in là misurarsi con una variante generale, in relazione ai contenuti della riforma sulla quale l’Assessorato regionale ha iniziato il confronto. Non è questa la sede per entrare in quelle problematiche: a livello operativo si esprime in ogni caso una preoccupazione per il ritardo dell’iter legislativo e per il susseguirsi di norme “ponte” che di fatto innescano una deregolazione di difficile governabilità e di difficile applicazione per gli stessi sportelli degli uffici comunali.
Parte investimenti. I contenuti si ritengono percepibili in ottica di sviluppo e si ritengono ben integrati alla linea di azione di cui il bilancio stesso è permeato: potenziamento dei servizi e miglioramento del territorio. La previsione è pari ad un milione di euro per interventi articolati e di buona significatività.
Alcuni già citati e riferiti alla scuola elementare (250.000 euro), alla nuova ecopiazzola intercomunale (140.000 euro), al riallestimento dello spazio espositivo (26.000 euro).
Altri interventi costituiscono completamento funzionale di progetti già avviati: sistemazione esterna e arredamento del centro diurno (277.000 euro). Ulteriori interventi costituiscono specificità meritevoli di segnalazione per motivazioni diverse: il percorso ciclo-pedonale di Via Nazaro Sauro (240.000 euro), si affianca ad ulteriori tracciati ormai transitabili (tra Versa e Romans), e alla approvazione di ulteriori progetti (il perimetro esterno alla lottizzazione di Via Molinari Pietra). Si tratta di segmenti che nella logica di una progressiva messa in rete, si qualificano per la strategicità nel collegamento capoluogo-frazioni, per la vicinanza alle scuole e infine per carenze puntuali di sicurezza pedonale e ciclabile.
Altre motivazioni supportano infine l’intervento relativo al rifacimento della pubblica illuminazione in Via Lauretana, nella frazione di Versa che, in base alle risorse disponibili, costituisce punto di partenza di un obiettivo di vera e propria riqualificazione a partire dalla pubblica illuminazione, oggettivamente del tutto carente e non migliorabile con la semplice manutenzione straordinaria.
Il panorama di interventi presupponeva la disponibilità di risorse adeguate: reperibili a livello di bilancio circa 200.000 euro, in parte da oneri di urbanizzazione e in buona parte da presunto avanzo di amministrazione (120.000 euro), consolidatosi in seguito ai trasferimenti straordinari maturati nel 2009. Un prudenziale accantonamento resterà a disposizione per le necessità ulteriori in corso di esercizio.
Le risorse aggiuntive sono pervenute da finanziamenti regionali in conto capitale e da contrazione di mutui.
E’ del tutto evidente che il piano di interventi si è potuto costruire su questa dimensione e articolazione di progetti solo grazie alla disponibilità di finanziamenti regionali: vero motore capace di valorizzare le risorse dell’Ente (minime) e il ricorso a mutui (da mantenere controllato). Uno sguardo alla scarna consistenza del bilancio pluriennale non può che essere conferma di questo, se si considera l’assoluta esiguità delle previsioni di spesa realisticamente sostenibili in assenza di finanziamenti regionali o provinciali.
Nel merito comprendiamo la necessità di un progressivo superamento delle leggi regionali di finanziamento settoriali, in quanto strumento dimostratosi verosimilmente non ottimale nella razionale distribuzione di risorse sempre più limitate: guardiamo dunque con interesse all’evolversi della normativa e alla delegificazione, non senza alcune espressioni di quello che può essere il punto di vista su alcune questioni. L’individuazione di priorità a livello legislativo o regolamentare, quindi a livello centrale, deve poter trovare un punto di incontro con le esigenze rappresentate dal basso, valorizzando il più possibile la capacità progettuale dei Comuni. L’esempio della destinazione di importanti risorse al Piano sicurezza non ci vede contrari, evidentemente, ma ci vede desiderosi di rappresentare in una scala di priorità il reale livello del problema sul nostro territorio.
L’accesso ai fondi comunitari previsto dai diversi strumenti di programmazione è piuttosto complesso per i piccoli Enti locali: un servizio di animazione o una formula di tutoraggio costituirebbero condizione a nostro giudizio più che auspicabile. L’ASTER poteva esser un luogo ottimale sotto questo profilo. Infine, a mio giudizio, la concreta incentivazione verso la formulazione di richieste di finanziamento il più possibile integrate e condivise dal territorio costituisce sul piano metodologico un orizzonte importante, sia per accrescere la capacità progettuale del territorio che per valorizzare al massimo la limitatezza delle risorse.
Il quadro d’insieme che deriva dalla presente relazione non entra nel merito di interventi già avviati o da avviare quali sono nello specifico il recupero dell’immobile Casa Pasiani Candussi e l’avvio di una progettazione della nuova sede per la scuola media. Si tratta di progetti strategici che vedono in questo momento un confronto aperto all’interno del Consiglio comunale. Si tratta di progetti strategici che, come peraltro il piano annuale dimostra, non costituiscono elementi soverchianti rispetto alla possibilità di pianificare su una visuale di azione il più possibile aperta a bisogni diversificati dei cittadini.
La posizione di maggioranza è nota, convinta dell’importanza di “mettere in opera” il finanziamento disponibile per Casa Pasiani, provvedendo alla messa in sicurezza, avviando poi una stagione di graduale completamento funzionale per le diverse destinazioni previste al suo interno. Tutte funzioni importanti e crediamo, prese astrattamente, condivisibili anche trasversalmente (biblioteca, sala espositiva, sala civica ecc.). Su questo si rende necessario a nostro giudizio una ricomposizione delle parti attorno all’obiettivo comune, sintetizzabile nella ricerca di una linearità, gradualità e sostenibilità della progressione con lotti successivi.
Rispetto alla scuola media la posizione della maggioranza è altrettanto nota: un metodo è stato individuato nell’acquisizione di conoscenze sulla progettualità da avviare, confluite in un primo studio di fattibilità che è oggi nella disponibilità dell’Amministrazione. L’interlocuzione avviata con la Regione non risulta aver al momento ottenuto risposte: ciò è per certi aspetti più che comprensibile nella situazione congiunturale specifica, ma non ci esime dal sostenere la necessità di una ulteriore rappresentazione delle nostre esigenze, evitando il rischio della chiusura su una discussione interna al Consiglio comunale.
La specificità delle scelte realizzative è una discussione a nostro giudizio importante ferma restando peraltro la necessità primaria, consistente nell’avvio di una reale prospettiva di finanziamento.
Esprimo in conclusione un sincero ringraziamento alla Giunta per l’impegno profuso nell’impostazione del bilancio e alla struttura nel suo insieme per l’attività indispensabile di ricognizione dei centri di costo.
 
 
 
Il Sindaco
- dott. Alessandro Zanella -


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